11. Giugno 2019

Il “C’era una volta” esisteva…una volta

Che ogni grande storia d’amore cominci con una grande storia non è un detto vero solo a Hollywood, anche il legame emotivo che si genera nei confronti di un marchio non è correlato soltanto alle informazioni che si hanno al suo riguardo ma, anche in questo caso, la narrazione che vi sta dietro può fare la differenza. Naturalmente “può”, non è scontato che sia così. Niente è infatti più noioso di un racconto che nella realtà non lo è o di una storia che viene proposta nello stesso modo per l’ennesima volta.

La maggior parte delle aziende vuole raccontare storie entusiasmanti e coinvolgenti e questo risulta chiaro anche senza compiere un’analisi approfondita delle campagne pubblicitarie. Al giorno d’oggi nessuno mostra più in camera per 20 secondi il bucato “più bianco che più bianco non si può” ripetendo lo stesso slogan. Quello che i marchi vogliono è coinvolgere lo spettatore in modo tale che si senta parte del mondo del marchio pubblicizzato e, nel migliore dei casi, senza che se ne renda conto. Coinvolto a livello emotivo, lo spettatore ricorderà meglio e più a lungo il marchio in questione perché le persone immagazzinano le storie ben raccontate quasi come fossero state vissute in prima persona.

Ikea è un ottimo esempio di come si possa migliorare la percezione e l’immagine di un marchio di tramite lo storytelling. Grazie ad una narrazione efficace che racconta le esperienze familiari più disparate, Ikea è riuscita negli anni a diventare un simbolo dell’arredamento di design e low-cost dedicato alle famiglie di ogni tipo. In questo caso lo storytelling si rivela fondamentale per costruire il valore di un marchio.

Ma cosa rende efficace uno storytelling? Di solito una buona storia ha bisogno di un protagonista (l’eroe), di un conflitto o di un problema, e della sua finale risoluzione. Chiunque si occupi di storytelling seguendo queste linee guida non deve però mai perdere di vista né gli obiettivi strategici del marchio né il suo USP. È fondamentale che la narrazione sia credibile e autentica poiché non si tratta di raccontare una qualsiasi favola pubblicitaria, inoltre è necessario tenere a mente che le storie migliori sono quelle che non hanno bisogno di essere spiegate.

Lo storytelling è adatto ad ogni settore, eppure ce ne sono alcuni che si prestano particolarmente come per esempio il turismo. Tutte le persone hanno bisogno di vacanza, il problema sono le infinite possibilità di scelta a disposizione: non basterebbe una vita per provarle tutte. Ed è proprio in casi come questo che lo storytelling dimostra tutte le sue potenzialità. Booking Alto Adige, il portale di prenotazione online dell’Unione degli Albergatori e dei Pubblici Esercenti dell’Alto Adige è un ottimo esempio a questo riguardo.
Attraverso un efficace storytelling sul proprio blog, Booking Alto Adige rafforza insieme a noi il suo posizionamento come portale di prenotazione degli esperti per le vacanze in Alto Adige, differenziandosi così dalla concorrenza internazionale. Perché non è sufficiente parlare di cucina tipica e panorami mozzafiato per raccontare l’Alto Adige, né agli esperti né a chi in Alto Adige non c’è ancora stato. Sono le belle storie a rendere desiderabile una destinazione. E parlando di storie, non tutti gli argomenti sono adatti per lo storytelling, questo un bravo storyteller lo sa.

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